Genesi del modello
Alla semplicità e all’estrema delicatezza delle sete del Delphos si contrappone l’imponente struttura di un modello conosciuto nel mondo dell’haute couture con il nome di Eleonora, poiché era uno dei preferiti dalla grande attrice italiana Eleonora Duse, amica dello stilista e sua collaboratrice in un paio di progetti teatrali rimasti incompiuti.
Ispirato ai tabarri medievali, questo modello si arricchisce rispetto alla sua versione originale quando l’artista vi inserisce dei “ventagli” di tessuto plissettato all’altezza dei fianchi e delle aperture laterali delle maniche, studiati per ricreare fedelmente quel gioco di sovrapposizioni tipico delle sopravvesti dell’epoca. Di altrettanta forza evocativa è, inoltre, il modo in cui lo stilista accosta il velluto di seta dell’abito, impreziosito da applicazioni metalliche in oro o in argento, al satin o al raso di seta dei “ventagli” plissettati a mo’ di Delphos: un connubio da cui scaturisce una nuova materia tessile di straordinaria originalità.
Il repertorio decorativo dell’Eleonora si ispira ad antichi motivi tessili risalenti al tardo Medioevo e al Rinascimento. Come ben osservato, tra le altre studiose, da Lucina Llorente, Fortuny – con la sua profonda conoscenza della storia dell’arte – operò al margine dei movimenti artistici del suo tempo e, nei suoi capi, reinterpretò il passato in chiave assolutamente moderna. Per confezionare l’Eleonora, Fortuny analizzò i tessuti della Lucca del XIV secolo, ispirati a loro volta alle trame in uso nella Persia dell’impero sasanide. Il frutto di questo studio è un tessuto istoriato di figure animali affrontate, saette, imponenti uccelli alati, leoni e draghi, che si possono ammirare in quest’abito di velluto nero appartenente alla collezione del Museo del Traje di Madrid.
Quest’estetica dal sapore medievale, che rimandava all’ideale di abbigliamento propugnato da William Morris e alla sua riscoperta del gotico, decretò il successo dell’Eleonora, che presto si impose come abito di tendenza nei salotti artistici della metà del XIX secolo, conquistando un pubblico di donne affascinate dalle atmosfere romantiche e dalle suggestioni medievali.
